Cataratta

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La catarratta

L'occhio e' formato due lenti una esterna ossia la cornea ed una interna ossia il cristallino; Esso ha la forma di una lenticchia ed ha il compito di far convergere i raggi luminosi sulla retina, indipendentemente dalla distanza degli oggetti che stiamo guardando.
Deve essere perfettamente trasparente, altrimenti la luce non perverra' in maniera adeguata sulla retina ed il paziente non avra' la possibilita' di vedere correttamente.

Tipi di cataratta

Congenite
post-traumatiche
conseguenti a malattie generali
conseguenti a malattie oculari senili

C'e' da sottolineare che la cataratta e' dovuta, prevalentemente, dall'invecchiamento del cristllino anche se e' divenuta sempre piu' frequente anche in soggetti che non hanno raggiunto la mezza eta'.
Una volta che l' opacizzazione si e' messa in moto, questa andra' sempre evolvendosi ed attualmente non si conoscono farmaci capaci di rallentarla. L'unica soluzione possibile e' quella chirurgica che consiste nell'estrarre il cristallino opaco e sostituirlo con uno, artificiale, di potere adatto.

Sintomi della cataratta

I primi sintomi che manifesta un individuo al presentarsi di una cataratta sono principalmente:
annebbiamento della vista
diminuzione della vista
fastidio con le fonti luminose
aloni attorno alle luci
insorgenza di una miopia od il peggioramento di una miopia gia' presente

Curare la cataratta

Intervento chirurgico
La cataratta, oggigiorno, viene operata quando comincia a creare fastidi nella visione tali da dare problemi nella vita quotidiana, il che significa che il momento dell'intervento dipende solamente dal tipo di vita di chi e' colpito dalla cataratta stessa. Per tale operazione vengono utilizzati macchinari all'avanguardia come sofisticati microscopi operatori ed apparecchi con ultrasuoni consentono di sciogliere il cristallino opacizzato e di aspirarlo attraverso incisioni di lunghezza inferiore a tre millimetri. Sostanzialmente le tecniche di intervento chirurgico per combattere la cataratta si riducono a:
l'estrazione extracapsulare pianificata
la facoemulsificazione

Che cosa e' l'estrazione extracapsulare pianificata
E' un'incisione lunga da sei o dodici millimetri lungo il margine superiore della cornea con la conseguente apetura della capsula anteriore del cristallino. Attraverso questo taglio si estrae la parte centrale della lente e, la' dove si trovava la lente naturale, si inserisce il cristallino artificiale.
Si procede suturando la incisione con alcuni punti di nylon.

Che cosa e' la facoemulsificazione
E' la tecnica degli ultrasuoni per sciogliere il cristallino naturale. Si pratica un'incisione di lunghezza variabile tra i due e i tre millimetri attraverso la quale si inserisce una minuscola sonda dotata di tre vie al suo interno in grado di fare arrivare gli ultrasuoni sino al cristallino. Una volta che il cristallino e' stato sciolto, lo si aspira e si inserisce un cristallino artificiale morbido, arrotolato come un piccolo cilindro , dentro l'occhio dove si aprira' e prendera' il posto del cristallino naturale eliminato precedentemente e se sara' necessario verra' fatto un unico punto di sutura.
Quale tecnica e' la migliore?
La facoemulsificazioe e' sicuramente la tecnica migliore in quanto permette un recupero visivo molto piu' veloce ed una serie di fastidi certamente minori.
La facoemulsificazione presenta dei margini di rischio sicuramente inferiori alla estrazione extracapsulare cio' non vuol dire che la estrazione extracapsulare e' da considerarsi come superata o pericolosa, molte volta al contrario essa appare come la tecnica da scegliere come preferibile. La scelta dipende sempre dalle condizioni dell'occhio del paziente affetto da cataratta.
Il decorso post-operatorio
Grazie ai moderni presidi chirurgici, la cicatrizzazione procede velocemente così come il recupero della vista, per cui il paziente puo' riprendere rapidamente la vita precedente con tutte le proprie abitudini.
E' opportuno ricordare, che si tratta di un intervento chirurgico e che, raramente, puo' accadere che le cose non vadano come progettate dal chirurgo.
Spesso si tratta di complicazioni dovute ad una terapia post operatoria non perfettamente applicata dal paziente, altre volte, invece, da particolari caratteristiche anatomiche del paziente stesso.

Problemi della vista