Trapianti di cornea

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Trapianti di cornea ed innesti corneali

Si ricorre all'innesto della cornea quando si e' verificato un eccessivo assottigliamento dell'apice del cono od in caso di cicatrici opache centrali, tali da interferire con la visione.I pazienti, per migliorare la loro vista e per non avere piu' il dolore causato dalle lenti a contatto, dovranno ricorrere ad un innesto di cornea.
L'innesto o trapianto di cornea puo' essere sia perforante che lamellare.
Il trapianto o innesto perforante consiste nella rimozione, completa ed a tutto spessore, della parte centrale della cornea del paziente e nella sua sostituzione con una cornea proveniente da un donatore.
L'intervento perforante di cornea ha una percentuale molto alta di successo, solo una piccola percentuale dei pazienti che si sottopone all'intervento di cornea perforante ha problemi e quindi il rigetto della cornea stessa. Il rigetto e' dovuto dal fatto che gli anticorpi del paziente riconoscono come estranee al proprio organismo le cellule della cornea donata e le aggrediscono come farebbero con batteri e virus. Esistono due tipi di rigetto: acuto e cronico, ossia puo' avvenire nei giorni immediatamente successivi all'intervento oppure anche dopo svariati mesi od anni.
Le persone operate con successo dovranno, quasi certamente, usare delle lenti a contatto per avere una visione soddisfacente e un'alta percentuale di persone grazie alle lentine a contatto riesce a vedere i cinque decimi ed oltre. Una percentuale molto bassa di persone subisce il rigetto acuto del trapianto e puo' in ogni caso ripetere il trapianto con la speranza di un migliore risultato; pero' tutti coloro che hanno gia' avuto un rigetto sono a rischio di un nuovo rigetto in seguito ad un nuovo trapianto. Mentre nel caso di persone operate di innesto di cornea avra' un rigetto cronico del trapianto stesso con crisi acute che possono essere parzialmente controllate mediante l'uso di farmaci specifici anti rigetto.

E' importante precisare che il lembo che e' posto in sostituzione della cornea malata non ha una durata pari alla cornea originale, infatti la cornea donata ha un invecchiamento precoce per una serie di ragioni quali:
Il lembo apparteneva ad un essere umano che e' deceduto per ragioni che non creano alcun problema alla donazione di organi e tessuti, diventa pero' estremamente importante il lasso di tempo che intercorre tra la morte ed il prelievo degli organi e dei tessuti. Piu' e' lungo questo intervallo e maggiori saranno i danni che la cornea subira'.
Il liquido in cui vengono conservate le cornee una volta espiantate, contiene sostanze nutritive e sostanze conservanti. Le sostanze conservanti hanno il compito di impedire che si sviluppino batteri e funghi, quindi, piu' a lungo una cornea rimane nel liquido di conservazione e maggiori saranno i danni che essa subira'. L'insieme di queste circostanze fa si che la cornea donata abbia una vita inferiore a quella originale, quindi, e' chiaro che diviene importante rinviare il trapianto di cornea il piu' a lungo possibile, sperando poi di avere al momento del trapianto una cornea proveniente da un soggetto di giovane eta'.
Per quanto riguarda il trapianto o innesto lamellare, non viene rimossa la cornea in tutto il suo spessore, si pratica una separazione dei diversi strati della cornea e si va a sostituire solamente gli strati superiori, piu' esterni, della cornea stessa lasciando quello piu' profondo al suo posto senza sostituirlo e in questo modo si vanno a ridurre sostanzialmente i rischi legati al rigetto.

Il trapianto o innesto di cornea si puo' evitare solo se il cheratocono evolutivo viene operato in fasi iniziali tra primo e secondo stadio, quando la cornea stessa possiede ancora delle caratteristiche che permettono di utilizzare le tecniche della chirurgia conservativa del cheratocono.
Grazie alla vasta esperienza maturata nella chirurgia refrattiva incisionale, si e' giunti all'intuizione di coniugare la capacita' di correzione dei difetti miopici ed astigmatici propri della cheratotomia radiale, alla naturale capacita' di rinforzo strutturale propria del tessuto cicatriziale. Questa tecnica innovativa consisteva nel praticare delle incisioni sulla cornea al fine di correggere i difetti astigmatici creati dalla deformazione della lente corneale indotta dal cheratocono.

Tale metodica aveva il vantaggio di correggere i difetti di vista collegati al cheratocono, ma poteva portare ad un eccessivo appiattimento della cornea stessa con la creazione di un difetto visivo opposto a quello originario. Sulla base di tali esperienze e' stata sviluppata una nuova tecnica chirurgica chiamata mini cheratotomia radiale asimmetrica o mark. Tale tecnica consente che la cornea si appiattisca sino a valori fisiologici riducendo, così, i difetti visivi creati dalla deformazione della cornea stessa. La tecnica del cosiddetto mark viene eseguita solamente nell'area colpita dal cheratocono e, sia l'appiattimento, sia il rinforzo strutturale conseguente, viene quindi portato nella zona deformata.
Grazie a questa innovativa tecnica c'e' la possibilita' di vivere una vita quotidiana in maniera assolutamente normale e il risultato piu' importante e' legato ad una stabilizzazione od al rallentamento, nei casi piu' gravi, della patologia.
A conferma della necessita' di effettuare il trapianto corneale solo come ultima, seppure utile, possibilita', anche altri chirurghi hanno cercato di sviluppare nuove tecniche chirurgiche per evitare, appunto, il trapianto stesso.
Degli studiosi americani, in seguito, hanno dato vita ad una nuova tecnica chiamata icr ovvero intra corneal rings ossia anelli intra corneali. Tale intervento consiste nell'impiantare all'interno della cornea, nello spessore corneale, degli anellini di materiale plastico rigido, i quali hanno lo scopo di rinforzare la cornea stessa esattamente nei punti di maggiore debolezza e di appiattire il profilo della lente corneale in corrispondenza della zona ottica. Questi anelli agiscono come un rinforzo meccanico della parte malata della cornea solamente se il cono ha un impianto piu' periferico.

Cheratocono
Terapia farmacologia e parachirurgica del cheratocono

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